BCCCAP00000000000000000001361

220 IL PENSIERO CIVILE po la curiosita portava gli uomini verso la divinazione e le arti magiche, cioe alle pratiche superstiziose. Curiosita che oggi non e piu di moda. Oggi si vogliono indagare e intendere tutti i mi– steri della natura e della religione. Questa curiosita ha portato al deismo, all'incredulita, al libertinaggio. Un tempo si era cu– riosi per troppa credulita, oggi perché non si crede piu a nulla 11 • La guerra alle credenze tradizionali e condotta spesso per vie torte ed oblique. Ora si nega la provvidenza e per spiegare le sventure e i flagelli che « rendono infelicemente memorabile il nostro secolo », s'incolpano i movimenti dell'aria, il giro delle stelle, la malignita dei pianeti1 8 • Ora si mettono in campo « le le storie cinesi e gli annali d'Egitto per intorbidire gli oracoli dei libri santi » 19 • I filosofi hanno sempre in bocea l'Essere su– premo o dopo averlo negato lo sostituiscono con dei grandi nomi: « destino, necessita, caso, anima universale, serie di cagioni, or– dine immutabile di cose » 2 º. Ma: « Non si tratta gia in oggi o di negare con Ario la natura di– vina di Gesu Cristo, o di combattere con Nestorio la divina mater– nita della Vergine, o di eludere con Pelagio la necessita della gra– zia, o di stabilire con Lutero la schiavitu dell'arbitrio. Sano queste tutte eretiche novita, che fanno ridere i novatori del nostro secolo. Si tratta di schiantare dalle radici il Cristianesimo, di negare ogni divina rivelazione, di combattere l'immortalita dell'anima e l'esi– stenza di una vita futura; di stabilire il deismo, di mettere in voga la sola religione naturale, annientare la provvidenza, e rendere glí uomini indipendenti e da qual Dio che li creo, e dalle temporali potenze, che li governano. Sono queste sacrileghe novita che forma– no il codice irreligioso ed empio dei nostri giorni » 21 • 17 Op. compl. XVI, 110-111: Curiosita I. « Da tre furiose tempeste fu sbat– tuta e sconvolta la cattolica Chiesa. L'idolatria, la curiosÚa e la cattiva morale. La prima eccito le persecuzioni; la seconda fece nascere l'incredulita; formo la terza la corruzione dei costumi. L'idolatria produsse i martiri; la curiosita ha mol– tiplicati gl'increduli; e la guasta morale il numero dei libertini. Ma la curiosita, la curiosita in materia di religione, pare il carattere del nostro secolo, e la piu furiosa tempesta che mai provasse la Chiesa... ». « Un funesto accecamento, un fatale deismo sano il frutto pestifero della loro curiosita », ivi, 112. - « L'Europa e piena d'increduli per un amore vizioso di novita ». Op. comp,l. XIII, 140: A more di novita ne' privati. 18 Op. compl. XIX, 74-45: Divini castighi. 19 Op. compl. VII, 55-56: Spiriti forti IV. 2 º Op. compl. VII, 12. 28: Spiriti forti l. 21 Op. compl. XIII, 138-139: Amare di novita ne' privati. - Ecco il « codice ir– religioso ed empio »: « Credere che Iddio non esista; che s'egli esiste non ha cura. di noi; che se ha qualche cura di noi, questa non oltrepassa il breve termine della vita presente; credere che !'anima nostra tutta e materiale, e che pensa e ragiona calle sole forze della materia, a cui basta lo scioglirnento delle parti per togliere onninamente la ragione e il discorso; che, a dir corto, noi non siamo che bruti desti– nati a vivere e morire come muoiono i bruti; che vivendo non abbiamo per guida che la sola sensibilita, e morendo per termine la distruzione, l'annientamento; che i premi e le pene dell'altra vita sono favole da vecchierelle, e ritrovamenti dell'umana. politica, o idee di fantasía stravolta e da! timare predominata; che la virtu ed il vizio non hanno regale certe, ma variano al variare dei climi, degl'interessi, delle tendenze; e che la sola utilita esser <leve l'inalterabil misura dell'onesto e del giu– sto: egli e questo un ammasso di proposizioni si stravaganti e si empie, che pare

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz