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CRISTIANESIMO COME ETICA SOCIALE 215 E' questa appunto la parte piu positiva della predicazione del Turchi, ed e anche un'aperta risposta cristiana ai filosofi che rappresentavano una religione cristiana che: « Sempre timida e paurosa, piena di difficolta e di scrupoli, con– suma tempo a deliberare, quando sarebbe il tempo di risolvere, non sa tirare partito né dall'amor della gloria, né dal desiderio della propria felicita, sempre occupata nelle cose della vita avvenire, tra– scura i piu essenziali vantaggi della vita presente... » 140 • Una religione, insomma, nemica dell'uomo, della societa, del– lo stato, della politica forte. Ora, gli sforzi piu nobili del Turchi "Bono appunto diretti a confutare queste accuse mosse al cristia– nesimo. Contro i sedicenti filosofi del tempo mostra che la reli– gione cristiana nei popoli e la piu grande difesa del trono; che la religione cristiana sul trono e la piu grande difesa dei popo– li; che la religione cristiana e vantaggiosa al bene privato e so– ciale dell'uomo; che la religione e necessaria a tutti, ma special– mente ai grandi, i quali debbono usare ogni mezzo per mantener– la florida nei loro stati. « Esaminate la religione cristiana in tutta la sua estensione - dice agli avversari - e troverete che tutti i suoi precetti, i suoi consigli, tutte le sue massime a due soli punti riduconsi e sono: proibire all'uomo d'essere infelice e comandargli d'esser felice ». Il vangelo non comanda e non proi– bisce mai nulla, che non riguardi anche il vero interesse tempo– rale degli uomini 141 • Insomma, per l'umanita « la vera felicita, la piu grande e la piu duratura [felicita] si trova nel vangelo » 142 • E quale altra religione meglio che la cristiana insegna e con– ferisce un fondamento sicuro e solido alle virtu sociali e politiche ,che possono rendere felici gli stati? << E' il Vangelo che ci comanda di essere buoni cittadini, teneri amici, valorosi soldati, ministri fedeli. Tali uomini che osservano questo Vangelo non possono essere che felici ! » 143 • Esorta percio i principi cristiani a non lasciarsi dominare da soverchia timidita o diffidenza nei propri talenti, giacché « lo stesso credere di non aver lumi e talenti fa perdere i lumi e ta– lenti che si hanno ». Un regno animato da troppa timidezza si strugge e marcisce nell'inazione e allora come: « Risvegliare i geni, assottigliar gl'ingegni, eccitare !'industria, ed anche promuovere la religione che non ha nulla che non sia grande? » 144 • 140 Op. compl. XVIII, 70-71: La religione cristiana quanto utvle al pubblico bene. 141 Op. compl. XVIII, 86: La religione cristiana quanto utile al bene parti- oolare dell'uomo. 1< 2 Op. eompl. XIII, 106: Come il solo vangelo puo formare i veri filosofi. 143 Op. compl. XVIII, 74: La religione cristiana quanto utile al pubblico bene. 144 Op. compl. IX, 9-11: Coraggio cristiano ai grandi necessario per eseguire ,i loro doveri.

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