BCCCAP00000000000000000001361
214 IL PENSIERO RELIGIOSO to 136 • Rivendica alla chiesa almeno il giudizio in materia di fede e la censura dei libri1ª 1 • E, come abbiamo visto, negli anni stes– si in cui si allea con il governo nelle riforme ecclesiastiche, pro– testando che l'autorita sovrana viene da Dio, ricorre alla Santa Sede per ottenere la conferma di privilegi ecclesiastici. E ancora nel 1781, mentre profonde elogi all'universita di Pavia e alle ri– forme ecclesiastiche di Maria Teresa, attirandosi il biasimo di Pio VI e il plauso delle Nouvelles ecclésiastiques 138 , ricorre nuo– vamente a Roma per altri privilegi. Come non vuole la rottura dell'unita della chiesa cattolica, cosi e lontano dall'appoggiare la fondazione di una chiesa na– zionalista staccata da Roma, verso cui rischiavano di scivolare i governi con le riforme ecclesiastiche. Tuttavia, si nota in luí, come in genere in tutto il movimento religioso liberale dell'Italia del Settecento, un vago desiderio di chiarire maggiormente le re– lazioni tra chiesa e stato, fra il temporale e lo spirituale, delle delimitazioni delle rispettive orbite di attivita e competenza per il fine di una chiesa piu semplice, piu evangelica e spirituale. · 11 moto giurisdizionalista fu indubbiamente un movimento po– litico, ma insieme anche un tentativo di rinnovamento morale e disciplinare della chiesa con larghe brecce nell'antico tempora– lismo ecclesiastico. Con questo tentativo, in Italia abbiamo gia le basi della futura lotta, sul duplice terreno religioso e politico, della questione romana risorgimentale 1 ª 9 • E' chiaro comunque che nel Turchi piu che l'interesse rifor– mistico nel senso disciplinare e liturgico, cioe esterno, prevale il desiderio e l'aspirazione a una purificazione interna della reli– gione. Resa tollerante nella dottrina spogliandola di tutte le di– scussioni e le oscurita, resa pura e illuminata nella morale, la religione cristiana poteva essere presentata come l'unica «.etica sociale », capace di rendere solido e potente lo stato politico e felice la societa umana. 136 « Troppo intima e l'unione che passa tra la religione e la societa, tra la buona morale e la felice tranquillita dello stato; e senza rovinar l'uno e l'altra separar non si possono gli essenziali loro interessi ». Op. compl. XVI, 137-138: Contro la lettura dei libri cattivi. Vedi del resto le due prediche: La religione cri– stiana nei popoli e la piu gran difesa del trono; La religione cristiana sul trono e la piu gran difesa dei popoli (Op. compl. IX, 110-137). - Ma e difficile intendere quale concetto abbia il Turchi sulla organizzazione gerarchica della Chiesa; in tutta la predicazione a corte non si ha che un solo accenno al papato, mentre invece vedremo che da vescovo abbondera di titoli fastosi verso Roma. Non senza ragione percio il Sopransi scrive che: « Nissuno di questi titoli fastosi gli usci mai di bocea, né dalla penna sotto il Ministro du Tillot [ma neppure sotto Ferdinando prima del 1788], eppure il Papa era lo stesso allora che e adesso, e le circostanze del tempo esigevano piu d'adesso che si mettesse in vista, e si facesse valere la dignita, e l'autorita pontificia da un ministro del Vangelo... ». Cf. [V. SOPRANSI], Ri– flessioni sulle omelie di Fra Turchi I, 17. 137 Op. compl. XVI, 140-141: Contra la lettura dei libri cattivi. 138 Ancora del 1791 (pp. 27-28). 139 E. ROTA, Introduzione allo studio del Risorgimento, in Questioni di storia del Risorgimento e dell'Unita d'ltalia, Milano 1951, 15-16.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz