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212 IL PENSIERO RELIGIOSO « La crudelta allora prende faccia di zelo, il furore si ricopre col manto di compassione, le vendette e le stragi col velo di carita. Innalza il fanatismo la sua ferale bandiera, e l'accese faci scuo– tendo, nelle discordie s'inebbria, nelle ferite e nel sangue; la fino al trono non rade volte temerario s'inoltra per abbatterlo e rovesciarlo. Leggete le storie, o signori, e non troverete mai regno di allora piu desolato, che le novita religiose vi fissarono il piede, e l'unanime sentimento turbarono de' pacifici cittadini... » 128 • Non aveva affermato il Toland che non c'e nulla di piu esi– ziale alla societa di quella selvaggia e barbara superstizione che riempie gli stati piu floridi di divisioni, di guerre, di moti sedi– ziosi ? 129 E non sembra il Turchi stesso credere ancora con il Bayle che la devozione falsa, per lui, s'intende, incoraggia certe passioni, come la collera contra coloro che sono d'opinione di– versa, lo zelo per le pratiche esteriori, l'ipocrisia ? 130 Lo specifico che doveva sanare tutti i mali, dovuti a furore o a ignoranza, a fanatismo o a superstizione, era la tolleranza. Ma il mito della tolleranza, grido di tutto il secolo e parola apostolica di tutti i filoso:fi, pur avendo diversi signi:ficati e un valore molteplice, era anzitutto una fortissima ragione di pole– mica contro le dispute teologiche che avevano dato origine a guerre feroci e a discussioni interminabili 131 • 5. PRINCIPATO RIFORMATORE E CRISTIANESIMO COME ETICA SOCIALE. Ma questo stesso desiderio di purificazione religiosa nel Tur– chi si svolge in un orbita di ragionato conservatorismo, avverso alle precipitazioni e alle rivolte di coloro che credono « di far fiorire la religione e ne rovesciano i fondamenti; di riformare la chiesa e ne distruggono l'unita » 1 ª 2 • Non vi e eosa alcuna, pur religiosa e santa che sia, afferma l'oratore, che passando per le mani degli uomini, prima o poi non ne risenta della loro debo– lezza e non abbia bisogno di qualche riforma. Ma ci vuole pru– denza nel tentarla perché: 128 Op. compl. XIII, 126-127: Amore di novita come debba regolarsi ne' grandi. Si ricordi l'irata invettiva contro il «fa na ti s m o» dell'Orazione fu– nebre di Maria Leszczyñska, in Op. ined. IV, 201. 129 Cf. P. HAZARD, La crisi del/,a, coscienza europea, Torino 1946, 309-310. 13 º « Basta contraddire alle loro opinioni, combattere la loro falsa pieta, far ad essi vedere che vivono nell'errore: tutto basta perché armino la loro hile ad appiccicarvi la nera taccia di incredulita e di deismo, a solo fine di rovinarvi. Le sentenze piu rigide, sono le sentenze lor favorite; non sanno parlare senza trar sangue. E se Iddio ascoltasse i voti delle beate lor collere, il mondo diverrebbe un deserto... Ma niente piu disonora la religione cristiana, quanto lo sdegno e la col– lera nel voler difenderla e propagarla. La piacevolezza e la mansuetudine sono i veri caratteri del Vangelo ». Op. compl. XIV, 58: Collera. 131 A. GERBI, La política del Settecento. Storia di un'idea, Bari 1928, 113-117. 132 Op. compl. VII, 155: Zelo vero.

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