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208 IL PENSIERO RELIGIOSO dicazione del cappuccino, tuttavia, facendo esse lega con la sua avversione alla speculazione contribuiscono a mettere in maggiore evidenza la natura del suo moralismo e della sua concezione cri– stiana. 4. CRISTIANESIMO ILLUMINATO. Spoglio infatti di speculazioni, di misteri, di espos1z10ni dogmatiche, il cristianesimo del Turchi non contiene che idee sem– plici, chiare, piene di bonta umana e di ottimismo illuminato. ln– somma un cristianesimo : « •.. Che non si perde in piccolezze e minuzie, che affetta zelo indiscreto sopra punti mal intesi che non interessano la religione, che veste un'aria di feroce austerita, un contegno malinconico e tristo, che tutto si occupa in piccole affettuazioni o nell'ostentare una pieta esteriore: cose tutte che la religione vera e riprova e condanna... » [Ma] : « una religione soda, costante, semplice e na– turale, che non fa strepito, che non cerca di comparire, che non si mostra al di fuori se non coll'esercizio di una devozione sincera accompagnata da' dolci frutti della bonta, della mansuetudine, della giustizia » 115 • L'ostacolo principale che s'oppone a questo cristianesimo il– luminato sembra appunto l'ignoranza 116 , poiché: « La religione non puo esser pura, perché non e illuminata, ed un popolo ignorante fu in ogni tempo un popolo superstizioso. Si sostituiscono ai doveri nobili e grandi d'una religione santissima, pratiche vane e leggere che lusingano una rea coscienza e tolgono ogni idea della vera virtu. Credono alcuni che Iddio comandi meno di cio che effettivamente comanda, ed altri sono persuasi che co– mandi anche di piu. Questi lo vogliono troppo indulgente, quelli lo vogliono troppo severo. Si mettono precetti dove non sono, e si tolgono dove sono. Si e geloso dei piccoli doveri, e si trascurano i grandi, si abbraccian gl'impieghi di cui non siam capaci, e si lascian quelli che ci potrebbero degnamente occupare. Si perseguita il pros-• simo per carita, e si crede di far cosa grata al Signore sacrificando 115 Op. compl. XVIII, 92-93: La religione cristiana quanto utile al bene par– ticolare dell'uomo. - « Quando parlo di vita cristiana, parlo di una vita virtuosa, ma semplice e naturale, che non fa strepito nessuno, e non cerca di farne; che si contenta di manifestarsi nell'esecuzione perfetta de' suoi doveri, negli atti di una pieta ferma e sincera accompagnata dai frutti della bonta, della dolcezza, della giustizia, verso gli uomini tutti». Op. compl. XVIII, 113-114: Vantaggi temporali della vita cristiana. 116 « Un uomo dotato d'ingegno, ma sepolto nella ignoranza per massima di mal intesa pieta; un uomo che dica di voler vivere ignorante per voler essere di– voto, egli e un uomo da non fidarsene... E la pratica ci fa vedere in effetto, che uomini di questo carattere sono quasi sempre nemici del vero bene e della vera ed illuminata virti'i... Confondono colla pieta tutto cio che lor piace, senza aver nessun riguardo né ai lumi della ragione di cui diffidano, né alle regale dei doveri che non conoscono... ». Op. compl. VI, 90-91: Interessa lo stato che i popoli non siena igno– ranti.
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