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MORALISMO DEISTICO E MORALE CRISTIANA 205 scorcio in quella tranquillita borghese. 11 linguaggio, ispirato a Formey, a Bonnaire, a Plutarco 10 1, e quello della semplice equita naturale. La religione non colorisce che tenuamente il discorso. Tuttavia la conclusione ovvia e che I'uomo pio non conosce inquie– tudini, perché la sua pieta: «... Seguita la voce comune dell'uman genere, le idee semplici e chiare della natura, le massime di una ben contestata rivelazio– ne, e trova in queste la sua tranquillita ». Ma !'inciso « le massime di una ben c9ntestata rivelazione » e posticcio e non basta a conferire un colore strettamente cri– stiano e soprannaturale alla virtu predicata 102 . E' certo, pero, che il Turchi da oratore cattolico, suppone la distinzione dottrinale tra natura e soprannatura, ragione e rive– lazione, fede e scienza. Infatti, combatte con ardore il mito del– l'onesta naturale; spiega chiaramente in che consista la vita cri– stiana; come debba interpretarsi il vangelo; e assertore costante della necessita della grazia per operare meritoriamente. Occorre dire che in tutti questi atteggiamenti, gli sia sfuggita evidente– mente l'importanza di cio che e la fede e la grazia per· il cri– stiano e che altrove tiene invece presente con una fissita che ab– biamo perfino giudicata sospetta. E' chiaro, comunque, essere un contegno costante nell'oratore, quello di non amare le specula– :zioni, le distinzioni sottili, le contemplazioni religiose. E' insomma un polemista, non un mistico o un asceta, o anche solo un teo– rico. Attaccato al principio fondamentale che la religione non e stata data all'uomo per stabilire un commercio intellettuale con Dio, né per esercitare la sua facondia 10 3, ricalca continuamente le sue tesi favorite: parlar meno di religione e vivere piu conformi alla morale; meno discorsi e piu fatti ; meno di controversia e piu di morale 104 . Dio ha fatto l'uomo piu per operare che per discu– tere1º5. Tutta la rivelazione e tutti i misteri del cristianesimo 10 1 Cf. Minute e schede, mss., in APC: Tranquillita. 1 º 2 Op. compl. XVII,.46. - Altro esempio: parlando dei Vantaggi che trar pos– .siamo dall'aver nemici l'oratore interrompe il discorso obbiettando a se stesso: -« Tutti questi, si dice, sono bellissimi ragionamenti degni piuttosto della cattedra <li Zenone che della cattedra del Vangelo... lo no! nego, o signori, d'avervi parlato :sin d'ora in questa predica colla sola niorale filosofia: ma dovrete accordarmi d'aver– vi fatto vedere non essere almeno i precetti del Vangelo contrari ai civili nostri interessi... ». Op, compl. XIX, 119-20. E ancora: parlando su! Premiar chi fatica osserva: «·... Perché il mio argomento venga in qua I ch e modo san ti f i - -e ato , e dalla religione santissima, che professiamo, e da! Vangelo che- •io vi -predico, lo dividero in questo modo in due parti... ». Op. compl. IX, 96. 100 Op. compl. XIII, 70-71: Come si debbe parl,a,re dell,a, religione. 104 « Parlar meno di religione, e vivere piu conformi alla religione medesi– ma: meno discorsi e piu fatti; meno di controversia e piu di morale ». Op. compl. XIII, 83. 105 « Iddio non diede all'uomo la facolta di conoscere, fuorché solamente per operare: non infonde ai cristiani il dono dell'intelletto, che per regolare le loro passioni. Con questo dono ci fa credere de' gran misteri, ma ci propone ne! tempo stesso de' gran precetti; ci manifesta grandi verita, ma a solo fine che possiam praticare delle grandi virtu... Non basta avere l'intelletto nell'anima, bisogna ma– nifestarlo nelle opere: non basta intendere per intendere, bisogna intendere per ,operare... ». Op. compl. XVI, 96-97: Sopra il dono dell'intelletto.
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