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202 IL PENSIERO RELIGIOSO Qui, ci troviamo senza dubbio di fronte alle stesse idee del Christi,anity asoldas the Creation, or the Gospel a Republication <>f the Law of Nature del Tyndal 88 • Ma e evidente che l'oratore italiano, lontano dal negare il profondo valore rivelatore e reden– tivo della. venuta di Cristo, come appare chiaramente dal contesto, si serve di queste idee in modo oratorio per combattere le innova– zioni in campo religioso e le interpretazioni benignistiche dei mo– ralisti, ai quali pertanto si faceva carico non solo di corrompere il costume, ma di turbare anche l'uniformita della dottrina cristia– na. Ci troviamo, in fondo, ancora in lotta contro il lassismo e il probabilismo. Allo stesso modo che quando il Turchi sostiene che il vangelo non contiene alcun precetto che non sia conforme « ai lumi della natura, al bene della societa, ai vantaggi del– l'uomo » 89 , che non impone alcun dovere che « non sia dalla na– tura insinuato e che non si pretenda nelle ben ordinate repubbli– che » 90 , che non domanda altro « se non cio che esigono i ben or– dinati governi, la natura richiede, insegna l'umanita, la ragione ci detta » 9 1, siamo lontani dal Cristianity not mysterious di Toland 92 • Questi intendeva mostrare come nel vangelo non vi sia nulla contrario alla ragione o al di sopra di essa e che nessuna dot-: trina cristiana poteva dirsi propriamente un mistero. II Turchi, invece, non parla che della morale, contro i rigoristi e gli stoici; di una morale che non e nemica dell'uomo, ma che lascia un gran posto alla gioia del vivere. Cosi, in concreto: « Godete pure delle creature, ma senza offesa del Creatore; pren– detevi dei piaceri, ma piaceri innocenti, vivete pure e nella corte e nel mondo, ma soddisfacendo ai doveri d'una vicendevole societa. E che altro ci si domanda se non cio, che esigono i ben ordinati go– verni, la natura richiede, insegna l'umanita, la ragione ci detta? ... » 93 • Dare altra interpretazione a questi atteggiamenti mentali, sarebbe un volér fare del Turchi un deista suo malgrado, e un travisare le sue intenzioni, piu. ancora che il suo pensiero 94 • Tutta- 88 Londra 1730. - Non ci ·consta che il Turchi conoscesse direttamente l'opera del Tyndal e neppure quella del Toland, ma a que! tempo le idee dei deisti inglesi erano nell'aria, oltre che negli scritti di Voltaire, dell'Helvetius, ecc. E' certo pero che il cappuccino intendeva opporsi ai latitudinari e al deismo, come vedremo piu avanti. Cio non impedi· tuttavia che egli potesse far sue alcune idee del movimento naturalistico; anche Antonio Cerati (si veda piu avanti) ne pare un poco imbevuto. 88 « Confesso, o signori, di non intendere come si protesti di credere, e non si ubbidisca al Vangelo... Mostratemi che i suoi precetti non sieno conformi ai lumi della natura, al bene della societa, ai vantaggi dell'uomo ». Op. compl. VI, 136: Vangelo. 90 Dissertazione sull'ateismo, ff. 2-3 ms., Ms. parm. 1118, PBP. 91 Op. compl. VI, 129: Brevita della vita. · 92 Londra 1696. 98 Op. compl. VI, 129. - Del resto il Tilrchi fa appello talora al suo stesso temperamento non da asceta o rigoristico. Cosi: « •.. Né perché io mi sia di rozze lane vestito e d'austero incolto sembiante, non crediate gia che ai ragionevoli di– ·vertimenti vostrf mi opponga: ché anzi da un ameno genio e piacevole naturalmente animato, tutte le ragionevoli ricreazioni vostre ed approvo e difendo... »·. Op. compl. XVIII, 124: Divertimenti. 94 E neppure sarebbe possibile presentarlo per questo come un deista cristia– no; intermediario tra la dottrina ortodossa e il deismo puro, sul tipo dell'inglese

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