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200 IL PENSIERO RELIGIOSO gione 81 • 11 cristianesimo stesso non e stato rivelato che per la sola morale : « 11 Vangelo non parla che di morale. In ogni sua pagina le regole del costume sviluppate si veggono e presentate agli uomini con quell'amabile piacevolezza che e fedele compagna della virtu. Quanta mansuetudine, quanta benignita, quanto spirito di tolleran– za ! 11 mondo tutto non si considera che una sola cosa e gli uomini tutti come una sola famiglia sotto il governo e la provvidenza di quel sol padre santissimo che e ne' cieli... Una carita universale che non esclude un sol uomo, che si estende fino ai nemici, che ha la sua radice nel cuore... Una regola di purezza... Soccorrer poveri, con– solar tribolati, anteporre la limosina al sacrifizio, difender gli op– pressi, far a tutti del bene, quest'e la morale di Gesu Cristo, e quest'e l'unico fine della religione che ci fu data. Errore dunque sarebbe il persuadersi d'aver noi ricevuta una religione per passare la vita in commerci chimerici colla divinita fin a dimenticarci dei nostri fratelli, tutte spender le ore nel culto di quell'Esser supremo, e disprezzare intanto gli uomini che sono opera della sua mano, vi-· vere indifferenti e misantropi col lusinghevol pretesto di non voler amare che Dio. Errore questo sarebbe, irreligione, empieta affatto opposta a quel fine principalissimo, per cuí volle Dio agli uomm1 manifestarsi. La religione ci e data per la morale. Senza morale non vi puo essere religione » 82 • Questo programma di collaborazione divino-umana e la parola. d'ordine che va dalla Dissertazione sopra l'ateismo all' Orazione funebre di Maria Teresa, e, sia pure tra sempre nuove sfumature~ il tema fondamentale della predicazione del Turchi 83 • E con ottimismo illuministico predica che la morale e la scien– za della felicita umana, perché : « Non puo Iddio aver data all'uomo una religione che a solo oggetto di render l'uomo felice. Ripugna qualunque altro fine al– l'idea di un creatore e di un padre,.. Qual'e la vera felicita dell'uo– mo? Il vivere in pace con sé medesimo : ma questa pace non puo ottenerla che vivendo in pace con Dio, ed in pace co' suoi eguali. La sola morale e il fondamento di questa pace, che percio come la sola morale puo formare la nostra felicita, cosi non puo esser che il solo obbietto della religione che abbiamo... Datemi un uomo, 81 In tutto questo, come appare gia nella citata Dissertazíone sopra l'ateismo, c'e un'implicita risposta al Bayle (e amici), il quale piu d'ogni altro affermo che mo-· rale e religione sono due valori indipendenti, e che i principi religiosi non hanno alcun influsso sulla vita pratica dell'uomo, cristiano o no che sia. Cf. P. HAZARD, La crise de la conscience européenne II, 71-72. 82 Op. compl. V, 72-73: La morale e il grande. oggetto della religione. - Se· chiediamo al nostro oratore cosa intenda per « morale », ci risponde: « La scienza. morale ella e queBta che dirige i nostri costumi, che ci fa separare il giusto dal– l'ingiusto, il ben da! male, i1 vizio dalla virtu; anima le nostre azioni, e ci fa ope– rare da uomini ragionevoli, da uomini sociali, da uomini religiosi; ci fa conoscere tutt'i doveri che abbiamo verso Dio e verso di noi medesimi e verso dei nostri pros– simi; insegna alla fine cio che e da fuggirsi, e cio che e da abbracciarsi per essere innocenti ed andar immuni da colpa ». Op. compl. X, 2-3: Sopra la morale de' grandi. 83 Con minore insistenza continua pero anche nell'eloquenza pastorale, come avremo modo di notare.
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