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MORALISMO DEISTICO E MORALE CRISTIANA 199 pretendeva di credere al vangelo e si obbediva soltanto all'inte~ resse, si seguivano soltanto le passioni. Indubbiamente la ragione puo ben mostrare all'uomo « quella virtu per la quale e creato, ma non puo dargli forza per praticarla » 75 ; le virtu nutrite in vista degli uomini e mantenute dal successo, per sussistere « han bi– sogno di approvatori -e di testimoni » 76 ; !'adagio oraziano « veder le cose migliori, approvarle e lodarle, e poi seguire le peggiori » era tutt'altro che nuovo 11 • I cristiani stessi non sono diversi dagli :altri uomini, e percio: « Non e gia difficile cosa trovare ben molti nel cristianesimo che credono colla piu scrupolosa delicatezza i profondi ed inintelligibili misteri che ci propone la religione, e poi rigettino con eguale fran– chezza le massime piu costanti della morale. Si farebbero uccidere piuttosto che dubitare d'un solo de' primi, ma ad ogni piccolo in– teresse che si presenti rigettano le seconde. Ma e perché tanto di gelosia nel credere que' misteri, e poi tanto d'indifferenza per que– ste massime? Egli e pure lo stesso Dio che gli uni e le altre ci rivelo. Quel Dio che ci comanda di credere la Trinita, ci comanda egualmente di conservare la pace con tutti; quel Dio che ci propone l'Eucaristia, ci propone anche con piu di forza che bisogna amare il nemico. E misteri e massime la stessa rivelazion le presenta, la stessa verita le appoggia, gli stessi oracoli le confermano. Ma egli e facile a sciogliersi questo nodo. La credenza di que' misteri non incomoda le loro passioni, l'osservanza di queste massime le reprime, le combatte, le frena. Ecco la radice di tante contraddizioni » 78 • Se la religione non proponesse che « dei misteri e delle verita speculative ed astratte » 79 , se « iI cielo fosse promesso egualmente ai cattivi ed ai buoni » non ci sarebbe un incredulo 80 , afferma co– stantemente il Turchi. Di qui, dunque, secondo l'oratore, la mag– giore importanza della morale sul dogma nella religione cristiana. Eccolo, percio, a insegnare che la religione non e stata data ehe per la sola morale, e che senza morale non vi puo essere religione, come non puo esservi morale se non fondata sulla reli- 75 Op. compl. XIII, 108-111: Come il solo vangelo pu.o formare i veri filosofi. - « Ma quand'anche potessimo vincere tutti i nostri nemici col solo lume della ra– gione, e colla sola naturale onesta... a che gioverebbero... tutte le nostre vittorie, se prive dello spirito di Gesu Cristo non possono avere luogo di merito innanzi a .'Dio... ». Op. compl. XVIII, 108: In che consista la vera vita cristiana. 76 Op. eompl. XIII, 95-98: Senza religione non pu.o darsi vera filosofia, 77 Op. compl. XVI, 77: Timare di noi medesimi. 78 Op. compl. V, 79: La morale e il grande oggetto della religione. E altrove: •« Pretendere che Iddio ci abbia data la religione solamente per esercitare il nostro spirito nella credenza di misteri... ·egli e un gravissimo e perniciosissimo errore. La religione ci e data per la morale, e senza morale non vi puo essere religione. Eppure ,quest'e l'errore d'una gran parte de' cristiani, vivere continuamente solleciti di -credere con cieca fermezza quanto di piu sublime ci propone il Vangelo, senza darsi nessuna pena di praticar cio che comanda... Pronti sono a morire piuttosto che .,dubitar d'un mistero, e pronti sono ne! tempo stesso per la piu piccola soddisfazione a lacerar tutto il decalogo... ». Op. compl. VI, 132-133: Vangelo. 79 Op. compl. VI, 131-136: Vangelo; anche: VII, 8: Spiriti forti I. 80 Dissertazione sull'ateismo f.2, mss. in Ms. parm. 1118, PBP.

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