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MORALISMO DEISTICO E MORALE CRISTIANA 197 stato incapace di stabilire una vera morale, un giusto ordine politico-sociale6 1 • Alla chiesa si rimprovera in special modo di aver fomentato l' intolleranza, la superstizione, il fanatismo, la ignoranza. Al di sopra di quest'opera di critica e di demolizione, la tendenza positiva illuministica, in antitesi apparente con il suo stesso indirizzo intellettualistico, ma bene armonizzata con il senso di stanchezza e di scetticismo causato dalle continue lotte reli– giose del tempo, cerca anzitutto di emancipare la religione dal dominio del solo intelletto, portato a considerare la fede come un deposito di insegnamenti teorici, circoscrivendo ad essi la religio– ne68. Limitandola, infatti, a questi « commerci chimerici con la di.; vinita » 69 si era tolta alla religione la vera forza etica e pratica, per cui il dogma stesso era stato dato. Lo sforzo religioso e morale piu significativo dell'illuminismo, si manifesta percio nella tendenza a cercare un'etica sociale 70 , Nell'intento di dare a questa nuova morale sociale un fondamento sicuro si ebbero i sistemi etici piu svariati ed opposti. La maggio-– ranza di questi si fondavano pero sulla religione naturale. Una religione semplice, universale, vagamente deistica, in cui i pochi dogmi riconosciuti non avevano altra funzione, che d'impegnare i costumi e d'assicurare il buon funzionamento délla societa. Spesso viene attribuito a questa religione naturale lo stesso con– tenuto del vangelo, considerato come una rienunciazione della legge naturale. Ma anche in tale rienunciazione, la funzione essen– ziale della rivelazione, restava quella di dettare delle norme morali 11 • La legge morale e dunque il fine di tutte le religioni e di tutte le rivelazioni. Questo moralismo deistico, nato in Italia nel rinascimento, ma passato con maggior fortuna in Francia e in Inghilterra, fu diffuso particolarmente dai volgarizzatori del Settecento che lavo- 67 « Non e gia cosa nuova il sentirsi ripetere con un'aria di franca temerita dai pretesi filosofi del nostro secolo, che la religione cristiana e la vera politica sono due cose direttamente contrarie... ». Op. compl. XVIII, 70: La religione criBtiana quanto utile al pubblico bene. « Da che il cristianesimo e divenuto in Europa la religion dominante, scrive un incredulo dei nostri dl, non offrendo questo allo sguar– do de' suoi seguaci che dei sacrifizii senza spettacolo, e lo spirito di dolcezza nel– l'uman cuore insinuando ... ci ha fatto perdere il gusto per !'amor della gloria: quindi e, non pin tra di noi ritrovarsi que' savi Iegislatori, que' coraggiosi cittadini, que' fortissimi capitani... ». Op. compl. XX, 26-27: Vera gloria dell'uonio cristiano. Si possono trovare altri testi simili o migliori. 68 E. CASSIRER, op. cit., 232-233. 69 Le parole sono del Turchi (Op. compl. V, 73: Le morale e il grande oggetfo della religione): in questo senso abbiamo gia visto il suo contegno e lo vedremo meglio piu avanti. 70 P. HAZARD, La crise de la conscience européenne II, Paris 1935, 71-82; e dello stesso autore: La p,ensée européenne au XVIIIeme siecle I, Paris 1946, 217-233 e notevoli riferimenti bibliografici ne! volume aggiunto di Notes et références, 78-83. Ma ci sembrano ancora importanti i cap. II e III di A. SICARD, L'éducation mora/e et civique avant et pendant 1,a révolution (1700-1808), Paris 1884. 71 E. CASSIRER, op. cit., 227-256.

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