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196 IL PENSIERO RELIGIOSO 3. MORALISMO DEISTICO E MORALE CRISTIANA. Dai testi finora citati si puo realmente avere un'idea della lotta concreta condotta dal Turchi contro il lassismo e il probabili– smo. Tale lotta pero, non rappresenta in certo senso che la parte negativa della sua predicazione e del suo pensiero religioso. Ora, se non e possibile presentarne il pensiero positivo in un sistema dottrinalmente coerente e concepito d'un sol pezzo, giacché come abbiamo gia osservato, il cappuccino e essenzialmente un oratore e non un professore o un autore nel senso della parola, si possono nondimeno cogliere le espressioni dominanti di esso. Ripetiamo tuttavia che riesce estremamente difficile una severa cernita dei motivi veramente essenziali di questo pensiero e piu ancora l'indi– viduazione dello spirito che globalmente lo anima, tanto vi si me– scolano insieme elementi eterogenei, che mostrano un Turchi, ora molinista, ora antirnolinista, ora filosofo, ora antifilosofo, e sempre profondamente diviso con sé stesso e incoerente, almeno nelle apparenze. Nella lotta controla «nuova morale», controla «via di me z z o » , contro « l' amor e di no vi ta » in materia di re– ligione, egli sfrutta comunque largamente idee e concetti presi a prestito dal moralismo deistico 64 • Massirnamente sotto questo aspetto appare notevole l'influsso illuministico alla base della sua concezione religiosa, anche se non esclusivamente. In generale si e soliti caratterizzare l'epoca dell'illuminismo sottolineandone l'atteggiamento negativo, critico, scettico, rispetto alla religione e alla morale, come se questo fosse il tratto essen– ziale di quel moto molteplice e complesso del Settecento. In realta i piu validi impulsi religiosi dell'illuminismo e la sua vera po– tenza spirituale non sono fondati sull'ateismo e sull'incredulita, bensi sul nuovo ideale religioso e morale che esso stabilisce e im– persona 65. Il sentimento fondamentale veramente creativo del moto, e infatti la fiducia illimitata e incondizionata circa la for– mazione e il rinnovamento del mondo attraverso una nuova impo– stazione religiosa, che non si riferisce solamente alle cose cre– dute, ma all'indirizzo e alla funzione della fede come tale 66 • Si accusano tutte le religioni positive e rivelate di aver reso l'uomo suddito docile ai tiranni ed incapace di reggere le proprie sorti politiche indipendentemente dal dispotismo. Il culmine stesso dell'accusa contro il cristianesimo, sta nel rinfacciargli di essere 64 Di qui quella notevole intonazione ottimistica, che, nonostante gli spunti pessimistici, anima e colorisce complessivamente la sua predicazione e di cuí ab– biamo di frequente fatto cenno. Cf. anche il JEM0L0, op. cit., 392. e,; E. CASSIRER, La filosofia dell'illuminismo (trad. italiana di E. Pocar), Fi– renze 1952, 191-194. 66 E. CASSIRER, op. cit., 195-198.
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