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192 IL PENSIERO RELIGIOSO risorgere con tanta frequenza, e una specie di mostro nella morale cristiana, che fa vederci pochissimi essere i veri penitenti ed es– sere assai difficile il diventarlo » 52 • Da cui un'altra terribile verita: « essere scarsissimo il numero di coloro che si salvano » 53 • Infatti: « Due sole strade noi troviam nel Vangelo. Una larga e fioritá che conduce alla morte; l'altra angusta e difficile, che conduce alla vita. Nel Vangelo non abbiamo altra strada, la comoda degli empii e la spinosa dei buoni. Ma noi che abbiam fatto? Ci siamo finta una terza strada che non sia affatto ampia e fiorita come quella dei peccatori, ma non sia né anche troppo angusta e difficile come quella dei buoni. Questa terza via noi la chiamiamo la via dei cri– stiani mediocri; questa battono i piu de' credenti, e si lusingano d'esser sicuri. Ed io vi dico che questa via di mezzo e affatto con– traria agli oracoli del Vangelo, che non ha mai avuto esistenza, e non puo averla giammai. Ell'e una chimera, un ritrovamento del nostro amor proprio; e se vogliam bene considerarla, vedremo che questa via di mezzo non e in fine che la via larga e spaziosa dei peccatori; che conduce all'inferno. Ma oh Dio! che questo error pernicioso e in oggi l'error dominante del Cristianesimo. Si vuol unire Vangelo e mondo, penitenza e piacere, croce e divertimenti; si vuol militare sotto l'insegna di Gesu Cristo senza lasciare le in– segne delle passioni, ed e lo stesso che voler congiungere Cristo e Belial. il Paradiso e l'lnferno... » 54 • Ma il vangelo e chiaro e per essere inteso « non ha bisogno né di sofismi, né di sottigliezze, né di questioni ». La semplicita e la buona fede sono i gran maestri dei veri cristiani 55 • Pertanto non e tale chi accetta tutti i dogmi del vangelo, ma poi ritiene: « Che la legge di Dio e soave non per la grazia che l'accom- 02 Op. compl. XVI, 83. 153 Op. compl. XVI, 86. - E in Mezzi per aver sempre una buona coscienza, osserva: « Non si puo... paragonare il Vangelo colla vita dei moderni cristiani, senza veder da per tutto un'orribile contraddizione, e senza rimanere persuasi di quella tremenda verita: che molti sono i chiamati, ma poco gli eletti: scarsissimo il numero di color che si salvano a fronte di quelli che van perduti ». Op. compl. VII, 73. . . 54 Op. compl. XVIII, 104-105: In che consista la vera vita cristiana. - « Quindi tante sottigliezze d'ingegno, tante apparenti ragioni per giustificare i nostri disor– dini... tanta fatica per sapere, a solo fine di non arrivare mai a sapere la verita... Quindi tanti dubbi, tante interrogazioni, tante questioni coi teologi e coi direttori delle coscienze... Ed ecco come si forma quella via di mezzo che noi crediamo una via sicura, ed e via di perdizione... ». lvi, 105-106. - Altri luoghi analoghi contro la vi a di me z z o, in Op. compl. XVIII, 132-133: Divertimenti ( « Tre caratteri d'uomini noi ci fingiam nella Chiesa... lo pero ho coraggio di dirvi che questa me– diocrita di cristiano e un fantasma, un errore, un'insussistente chimera. Due sole vie io trovo nel sagrosanto Vangelo. La via angusta, che conduce alla vita: la via larga e spaziosa, che ci guida alla morte. Questa via di mezzo e un ritrovamento della nostra mollezza... »); Op. compl. XV, 54: Come si possa vivere oziosi in mezzo a molte occupazioni; Op. compl. XVII, 27: Un po' di bene, un po' di male; Op. compl. VII, 65-66: Falsa coscienza gran perico lo delle corti ( contro i moralisti che favori– scono « quella mostruosa alleanza che vedesi oggi nel mondo, alleanza di pratiche e di assoluzioni, di scandali e di sacramenti, di devozioni e di libertinaggio, di pieta e di perverso costume... »). · •• Op. compl. XVIII, 106: In che consista la vera vita cristiana. Cf. anche Op. compl. X, 8-9: Sopra la morale de' grandi.

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