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PROBABILISMO E LASSISMO 191 zioni, e monopolii e sacramenti, e dispregio dei propri doveri e lu– singhe di cristiana pieta » 45 • Dal canto suo l'oratore non ritiene lecita la menzogna neppure per custodire il segreto politico•". Crede illeciti gli equivoci e le restrizioni mentali 47 • Davanti all'esempio di Giosue che mantiene la parola data perfino coi Gabaoniti spergiuri, esce nell'aspra invettiva: « Ma non erano allora per anche nati certi lassi e perniciosi teologi, che insegnassero ad eludere i giuramenti colle restrizioni mentali, colle equivocazioni, colle amfibologie, false dottrine e de– testabili, che facevano orrore perfino ai gentili, e sono gia fulmi– nate dagli anatemi della cattolica Chiesa » 48 • Benché rifugga dalle discussioni tra contrizionisti e attri– zionisti, che hanno riempito l'Europa e la chiesa di mali 49 , tut– tavia, confessa che non vi e tribunale « in cui entri piu l'illusione, come nel tribunale di penitenza » 5 º e protesta di non capire « un peccatore, cui la penitenza non agita e non inquieta; che va rego– larmente in certi giorni senza pena, senza fatica a deporre le sue colpe ai piedi di un sacerdote, e sen ritorna senza tema di rica– dere, e percio senza pensiero di mutar vita » 51 ; « quel cadere e 45 Op,. compl. XIII, 140-41 :Amore di novita ne' privati. Il passo del Sopransi che riferiamo e interessante perché ci mostra come il carmelitano ancora ne! 1797 fosse alle prese con la « via di mezzo », contra cui aveva gia tuonato il Turchi, prima di mutar bandiera: « Si ponderi bene la qualita del nuovo sistema dogmatico e morale da essi [gesuiti] inventato, sostenuto e promosso con tutto l'impegno possi– bile; che e di tutti il piu seducente e pericoloso, perché nasconde il marcio sotto foglie dorate... perché appaga e lusinga la ragione insieme e l'umanita, perché si accomoda a tutti gli stati, a tutti i geni, a tutti i tempi e a tutte le circostanze, perché finalmente concilia il Vangelo colle leggi del mondo, e la cristiana pieta col costume e colla pratica della moltitudine. Insomma egli introduce una via di mezzo tra il rigore del Vangelo e le inclinazioni della carne e del sangue... Si osservino pure i comandamenti di Dio e della Chiesa quanto all'esteriore, e si frequentino anche i sacramenti, ma senza privarsi dei divertimenti mondani, e dei comodi e dei vantaggi che si possono godere ne! tempo presente, e di tutto quello che pub for– mare una vita piacevole, deliziosa, onorevole e lusinghiera. Se si fara un poco di attenzione alla pratica comune e alla massima corrente e adottata dalla moltitudine, si vedra appunto essere la via di mezzo la piu frequentata e la piu battuta "· Ri– flessioni sulla Chiesa dei temp,i presentí. Arch.Vat., 13135/B, ff. 9-12; su questa opera inedita da! Sopransi si veda piu avanti. 46 Ritiene infatti: « ... Non essere vera virtu ue!la custodia del segreto poli– tico, se la religione non l'anima e l'avviva, ed essere di conseguenza abominevole massima quella di molti politici, potersi per custodire iI segreto francamente men– tire ». Op. compl. IV, 114: Segreto político. <7 Cf. Op. compl. VI, 65-75: Contro la símulazione e la doppiezza. 48 Op. compl. XV, 31: Santita del giuramento. Anche questo spunto e comune a quasi tutti i rigoristi del Settecento. II Jemolo (op. cit., 197-199) ha studiato in particolare il domenicáno Giuseppe Antonio Orsi, autore di diversi scritti contra le restrizioni mentali e le equivocazioni, e noto storico della chiesa. 49 Schede e minute mas,, in APC, f. Giudizi temerari. 50 Op. compl. XVI, 84-76: Timare di noi medesimi. 51 Op. compl. XVI, 82-83: Timore di noí medesimi. - « lo voglio un peccatore che frema contro se stesso, che si sdegni contro le sue debolezze, che si lagni del suo lang,iore, che pianga iI suo avvilimento. A tali segni potrebbe dirsi ch'egli e pentito di cuore; e la novita di una vita cristiana potrebbe assicurarci ch'egli e divenuto gia buono... ». Op. compl. XVI, 83.
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