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L'AQUILA E LA FENICE Nempe eo sensu: MICAT INTER IGNES LUNA MINORES 1 6 , 515 La costellazione cantata da Orazio era la "stella di Giulio", una cometa chiara, menzionata anche su monete da Augusto, la quale sarebbe apparsa nel 44 avanti Cristo, durante i funerali di Giulio Cesare. Ovviamente, Macedo applica questo testo a Duns Scoto in senso metaforico, sostenendo che egli brilla come la luna tra le stelle minori; ma sottintendendo insieme: tra i luminari minori, cioe, dei fratri minori. A conferma del suo stato Scoto porta nella mano sinistra una striscia di carta che dice: SICUT LUNA PERFECTA TESTIS IN COELO FIDELIS (Ps 88, 38). La sua testimonianza fedele nel cielo riguarda la figura della Madonna, in piedi sulla mezza luna e dodici stelle intorno al capo, alla quale si lega un testo in cui l'Immacolata gli confessa la sua riconoscenza: SCOTE PER TE VIVIT GLORIA MEA. Nell'elogio di Scoto, Macedo commenta abbondantemente questi meriti di Scoto. Nel testo l' autore fa allusione all'episodio della statua di marmo che piega il capo. Quando Scoto andava a difendere il privilegio dell'Im– macolata alla Sorbona di Parigi, una statua marmorea della Madonna, davanti alla quale pregava, annuisce alle sue preghiere e approva la sua dottrina, inclinando verso di luí la testa 1 7 • Accenna anche al fervido difensore della sua verginita, sant'Il– defonso da Toledo (t 667), al quale santa Leocadia da Toledo (t 304 ca.) in un'apparizione riconosceva: "Per te lamia Signora vive". Invece, superando questi due, Scoto divenne il grande araldo della sua Immacolata Concezione. Huius Conceptae Originem a peccati labe immune Liquido certis argumentis Monstravit. 16 F. Macedo, ivi, f. [b4v]. 17 Ne!l'Auréole Séraphique, París 1882, IV, 260-261, il padre Léon de Clary descrive l' evento in questo modo: "Duns Scot, l'invincible champion de Marie, se dirige en compagnie de ses freres vers la Sorbonne. Pla~ant toute sa confiance en Dieu et dans sa glorieuse Mere, dont il allait défendre les prérogatives, il se prosterna devane une statue de cette Vierge hnma– culée et lui adressa cette humble priere «Dignare me laudare te, Virgo sacrata; Da mihi virtutem contra hostes tuos. Víerge sacrée, daignez me permettre de publier vos louanges; donnez-moi la force de triompher des vos ennemis!» Et voila que la statue de Marie se penche doucement vers luí, comme pour l' assurer que sa príere étaít exaucée. Depuís lors, la statue miraculeuse conserva cette posture, pour redire aux siecles qui suivirent l'amour maternel de Marie pour son fidele Serviteur".

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