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236 ALEKSANDER HOROWSKI T ra le autorita medievali Gilberto cita di nome solo Bernardo di Chiaravalle e si tratta del trattato De praecepto et dispensatione, del sermone per la domenica durante l' ottava dell'assunzione. Al santo abbate di Clairvaux viene attribuita anche l' esposizione del vangelo Cum factus esset Iesus annorum duodecim, ma in realta quest'opera fu scritta da un altro cistercense, Elredo di Riévaulx. Le citazioni implicite riguardano due altri autori cistercensi: Guerrico di Igny (citato due volte quasi alla lettera), Goffredo di Auxerre (in un caso la sua opi– nione viene segnalata mediante il pronome quidam, usato di solito per riportare il pensiero degli autori recenti). Tra le fonti implicite troviamo inoltre non poche citazioni dei testi liturgici, soprattutto le antifone dell' Officium divinum. Nell'apparato dell'edizione sono stati riportati anche alcuni altri riferimenti che documencano qualche parentela tra il pensiero del T ornacense e quello di Alano di Lilla, Gilberto di Hoyland, Guerrico di Igny e Bonaventura. In questi casi pero e difficile parlare di una stretta dipendenza, perché si potrebbe trattare anche di una dipendenza da una fonte comune. Si trovano poi anche degli echi di san Francesco d'Assisi e del suo biografo, Tommaso da Celano (ilMemoriale). La frequenza, con cui ricorrono i riferimenti agli autori cistercensi fa pensare a una vasta conoscenza della teología monastica da parte di Gilberto e ad un'im– pronta abbastanza force che essa lascio nella dottrina mariana di questo teologo francescano. La struttura del sermone I: "Quae habitas in hortis" In questo sermone si puo facilmente individuare: il prologo (n. 1-10), in cui viene analizzato il thema e si stabilisce la divisione generale della materia; la parte dedicata alla Madonna (n. 11-36), ossia la fondamentale esposizione allegorica del thema; la parte finale (n. 37-49), contenente una secondaria esposizione spirituale del thema, ossia l' applicazione dello stesso passo biblico alla vita religiosa. Ora, nel prologo (n. 1-10) il thema dapprima viene applicato in senso metafo– rico al momento dell'annunciazione: Maria abita nei giardini grazie alla sua incor– ruzione e alla diligente conservazione dell'innocenza; viene ascoltata dagli amici, ossia dagli angeli e dagli uomini, che aspettano da lei la materia della loro esultan– za; ella deve far udire la sua voce, esprimendo il consenso al messaggio dell'angelo. Successivamente il thema, nell'esposizione allegorica (n. 5-1 O), viene divisio in quattro elementi che sono: la perfezione di Maria, rappresentata dall'abitare negli

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