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CULTURAMATERIALE DEI CAPPUCCINI (1525-1619) 387 gioletti, qualche quadretto convenevole, e alcuni mazzolini di fiori 49 • Particolare attenzione bisognava dare ai fiori: che non toccassero le figure per non guastarle o offuscarle. In cima del tabernacolo non è permesso collocare alcuna immagine se non quella della risurrezione o una croée5°. Anche le candele andavano trattate con cura. Per favori.re un'arsura .regolare e parsimoniosa, con meno fumo possibile, occorreva smoccolarle spesso e spegnerle bene. Perciò "da tutte due le bande di qualsivoglia altare vi siano appiccate a chio– detti le sue mogliette da moccare le candele, e il suo cappelletto da smorzarle, oltre il cappelletto grande da smorzare i candelotti delle stecche" 51 • Le stecche con un candelotto grosso si accendevano alla consacrazione: tutte due alla messa conven– tuale, altrimenti una sola5 2 • Per sonare il 'Sanctus' della messa e l'elevazione dell'ostia e del calice, in Italia si usavano due specie di campanelli: uno piccolo, chiamato cembalo, dallo squillo tanto leggero che appena si sentiva' nei dintorni dell'~tare5 3 ; con esso si davano tre tocchetti alla genuflessione del sacerdote, due all'elevazione, e altri tre alla seconda genuflessione; coll'altro campanello, piu grande e dal suono robusto, si davano tre 49 "Aux festes solemneles surtout lorsque le St. Sacrement sera exposé suffira de descou– vrir en tels iours solemnels tout le tabernacle en estandant proprement le pavillon par dessus en aisle, la cotùeur du iour avec l' eniolime~t de quelques petits anges et tableaux, et force petits bouquets surtout au tamps des fleurs". Ivi, 95. E ancora: "On veut semblablement que desor– mais on ne perde plus tant de tamps à faire des paradis !es Ieudis Saints... et qu'on sabstienne de représentations qui plus souvent sont plus ridicule que devotes; que si on ne faict quelques unes, ce qui doibt estre rarement, queles soint pieuses Saintes". Ivi, 96. 50 "Prenant bien garde que les bouquets... ne touchent l'or ny les figures crainte de les guaster ou ternir, et qu'on ne transporte point !es dites figures ou images du taberoacle pour en parer les chapeles ou autres lieux hors le tabernacle... et qu'on ne mette tout au dessus du tabernacle aucune image que celle de la résurrection ou une croix". Ivi, 95-96. 5 1 Bartolomeo da Bologna, Modo d'i11cami11are i 11oviz!, in I frati capp11cd11i I, n. 1398, p. 1423. Anche ai frati fiamminghi si raccomandano tali norme: "Semper omnes candelae cornu extinguuntur, ne ellichnus consumatur"; "Curent in altari fratres habere forcipes ad mungendas candelas, et in angulo altaris ve! sub altari aliquas petias mundas ex tela habere ad mundandos digitos, si contingat ipsis candelas emungere ex defectu forcipis, vel lampadem adaptare". Ippolito da Bergamo, Caemno11iae et obseroa11tiae, f. 21v-22r, 32v. 52 "Alla consacrazione dell'ostia si appiccia anco il candelotto grosso della stecca, perché fa nostro povertà non vuole per ordinario la torcia... Ma alla messa conventuale si appicciano sempre tutt'e due le stecche". Bartolomeo da Bologna, Modo d'i11cami11are i 11ovizj, in I frati capp11cd- 11i I, n. 1344, p. 1399. 53 "In Italia... tintinnabula propria et valde parvula ad hoc tantum deput.ata reperiuntur, sed cum sono tam tenui ut vix circa altare audiantur, quae cimbala vocantu.t". Ippolito da Bergamo, Caeremoniae et obs~rva11tiae, f. 36r.

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