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DE VlVENDl. RATIONE CAPUCCINORUM .IN CALABRIA 373 quello, di crudele cangiato in huÓmo pletoso, se n'ando al suo vlaggio. Solo un'altro essempio registrar vogllo nella presente carta, 11 quale fu in queste nostre partl, e poi daro termine al libro, conclosiaché lo sía aspettato altrove. Hor ascoltate e sentlrete uno animo vilano, 5 quantunque da Religioso vestito se n'andasse ; ma bene Dlo Ji ne dlede il merltato castigo. lo · penso che quella punltlone si grave non li fusse 11 data solo per quel fallo ; ma temo che 'I suo periodo 11 1. ta5v fusse giunto al termine (per altri suol error!) di fargli il punto fermo. Quel Padre, che fu gia 11 mio maestro, quel Fra Oluseppe, dlco, da 10 Coll'Amato, mi racconto tal cosa. Andando esso insieme con un Fra Bartholomeo da Spello t (amendue buon serví di Dlo sempllcl e santl), ",arrivarono alla cltta di Eugubio; e quel dl, essendo ,vigilia, dlgluna.. vano. Andarono questl poverelll per chledere da mangiare per l'amor di Dio ad un monastero de' Moriaci. Di che Ordine fussero ll tacclo 15 per buon rlspetto. Non essendo I'Abbate nel luogo, H Vicario suo gratlosamente U fece introdurre in casa, e condurli al refettorlo, e dar loro dell' insalata, della minestra, oltre JI pane et il vino, che U fu portato con ognl charitá. Mentre che .in pace questi poverinl mangia– vano, ecco che arriva l'Abbate, et, lntendendo che vi erano Fratl Ca- 20 puccini e che mangiavano in refettorlo, acceso di colera se n'ando alla volta loro, dando biasmo (nell'andare) al suo Vicario, che tal canaglia (diceva esso) havea lasclata entrar ne! monasterio. Arrivato alla presenza di quel poverelli, comincib a grldare COf! voce aspris– .sima e spaventevole, dicendo loro mllle ingiurle e villanle : ch'erano 25 hipocriti, ribaldi, ladroni, setta diabolica, e slmili parole piene di con- . tumelie. I poveri Frati erano gia usclti dalla mensa, havendo loro commandato I'Abbate II che partissero vía. E, mentre che quell' huomo, 11 1. t86r colmo di rabbia, scaricava sopra loro i1 suo veleno, essi sempre stet- tel'o inginocchiatl in terra, senza pur dire una parolina. L'Abbate, alte- :ío rato e furioso, si tolse vía, e fret'nendo se n'ando nel giardino, con– . denando a lingua sciolta quei Frati e la Religion loro, e si pose con quell' ira a spasseggiare appresso ad uno muro assai lungo. E cosi l quello] costui, N 7 periodo] perlcolo, N 10 insieme, om. W 12 Gobbio, L; Ugu- bio, N 17-18 che li fu - mangiavano, om. N 18 con ogni charita, om. W, L 25 ladroni, om. W 27 che si, N 1 Bov. I, an. 1562, n. XXXI, p. 596.

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