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BERNARDINUS' OEOROIUS E CARCéRELIBERATUR . vria pigliarono altri luoghi in tutti n regno di Napoli ; onde non vi ei provincia che non habbia. i motiasteri de' Frati Capuccini. 144. - E perché partire hoggimai mi conviene di Calavria e venir– mene a Roma, per non tornar di nuovo a ragionar di quei Padri, 5 seguiro al presente (con poche parole pero) a dire .del Padre Fra Lodo– vico e della morte sua, et aneo il felice passaggió del Padre Giorgio, di cui solo (hora ch' io son con esso lui) accennaro che, per 11 mostrar 11 1. 11sr Dio fa santita sua, quello che seco fece sua Maesta Divina 1 • Fu da certi Religiosi pigliato col .suo compagno questo buon Padre 10 ( e tal cosa •fu iri Napoli, andando egli per lo bisogno suo amorevol– mente al monastero ·1oro); fu posto in carcere, separatamente pero da! Suo compagno, qua! era tenuto alla stretta, ma non in carcere cosl arctissimo come il P. Giorgio, alla cui prigione andare non vi si po– teva da persona alcuna, eccetto da chiunque di lui havea, il governo. 15 Essendovi stato molti e molti giorni, gli apparve un dl alla finestra della prigione un bellissimo fanciullo, e sorridendo disse: Padre, voi sete qua? Del che molto si meraviglio esso buon Padre, sapendo che quivi non poteva entrare alcuno. Comincio il fanciullo famigliarmente a ragionar seco, offerendosi d'aiutarlo. Que! Padre gli addimando se li 20 dava !'animo di portare una 1ettera al Vece Re (quale conosceva i1 Pa– .dre Giorgio, e molto per le sue lettere e bonta. l'amava). Rispose il gio– vanetto che la portaJebbe volentieri, e promesse aneo, per poterla scri– vere, portarli carta et inchiostro, non havendo egli cose tali in carcere ; e cosl fece. Egli scrisse la littera, pensandosi (come esso · Padre diss~ 25 dipoi) che quello fusse un puro fanciullo, e fu un' Angefo. Pigliata la lettera, tostissimamente fu posta (senza havedersene alcuno) nella tavola dello studio del Veceré, quale egli (che ne! suo studio si trovava), veden- do e domandando chi 1' havea portata, mai II non si seppe. Sentendo sua 11 1. 11sv Eccellenza il patire et il bisogno del Padre Giorgio, subito, con una gran so cavalcata, in persona se n'ando a que! monastero, dove entrato fece chiamare il Superiore e disse che volea vedere tutte le carceri. Negare non, se . li puoté ; le vide, et entrato in quella dove si trovava il Padre · Gio1:gio, l'abbraccio e disse : In questo luogo sete, Padre mio? E con 10 lo] un, N 12 cosl, om. W 16 prigione] finestra, W 26 toslissimamente] prestis• sima11iente, L, N 26 h~vedersene] andarsene, N 32 entrato] entro, N . ~ Cf. Bov. I, an. 1533, n. XXIII, p. 183, sq.

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