BCCCAP00000000000000000000816
S, LORENZO DA BRINDISI PREDICATORE b) predicazione ai Fedeli Le predicazioni che Lorenzo ha tenuto ai fedeli sono, specialmente, le due predicazioni classiche: quella del grande digiuno, la quaresima, e quella avventuale. E' risaputo come il Croce abbia scritto che nel Seicento in Italia, il carnevale finiva nelle pubbliche piazze il giorno del martedì grasso per continuare poi nelle chiese durante la, quaresima. E' uno dei tantì paradossi che furono detti riguardo alla predicazione. Che anche qui si sia infiltrata, non di rado, un poco di mondanità, nessuno lo nega. Ma la predicazione quaresimale ha fatto e fa sempre del bene, quando Dio manda alla sua Chiesa predicatori del calibro del nostro Lorenzo. Conosciamo un discreto numero di luoghi dove egli ha tenuta la predicazione quaresimale. Incominciò a Venezia a S. Giovanni nuovo, nel r58r, e si ebbe la bella conversione della donna vana altrove ricordata; seguì Verona .poi Padova, dove era stato studente, e quindi Bassano (73). Qualche tempo appresso venne Pavia. Fu questa la predicazione che lo fece uscire dalla comune schiera, per l'influsso che gli esercitò sopra quel– la università di studi. I goliardi universitari, lo si sa, furono sempre un poco scapestrati; ma sembra che quelli di Pavia portassero in ciò un certo primato. Anche il Panigarola, che vi aveva studiato un venti anni prima, corse pericolo di farvi naufragio. Nel 1585 l'Università di Pavià non era mutata, ed i reggenti, per farvi argine, stimarono bene di chiamare il Brin– disi, che già incominciava ad avere un nome non solo per la sàntità della vita, ma pure come dotto e valente oratore. L'aspettativa non fu delusa. L'anonimo scrittore della sua vita la descrive così: « Lorenzo procurò prima di tutto di insinuarsi in loro e di guadagnarseli con le attrattive del– la dolcezza e con gli inviti di una carità che sa compatire; poi fece un quadro vivo del vizio ed un ritratto bello della virtù; spianò loro cosl bene la via del ritorno a Dio, che la maggior parte di loro aprì gli occhi sopra lo smarrimento morale, nel quale erano caduti, che si affrettarono a convertirsi al Signore» (74). Da questo tempo le sue predicazioni quaresimali cessano dì avere un ritmo regolare, o almeno non le ho trovate annotate dai suoi biografi. Ciò si deve ai 1uolteplici incarichi che gli furono affidati. Per altro i bio– grafi si danno curà di annotare che dovunque egli andava per ragione del suo ufficio, sia come Provinciale, e lo fu in diverse Provincie, sia come Visitatore generale, sia come Generale dell'Ordine, sempre e dovunque, (73) HIERONYMUs A PELLETTE, op. cit., p. 88. (74) Vie, p; 56.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz