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74 LA BELLA E SANTA RIFORMA Fermò, dunque, il piede in questo cosi lodevole studio, eserci– tandosi in esso fino alla morte, talmente che nei sermoni, come anco nelle prediche, poco altro gli usciva di bocca che teologia inacco– modata con la sacra Scrittura. E come piacque a Dio, fatto predi– catore entrò in un immenso desiderio di porre la sua scienza in ser– vizio di Dio e giovar alle anime redente col prezioso sangue di Gesù Cristo (III, 73). I LETTORI Quando Bernardino d'Asti per la vecchiaia non poteva più esercitare officio della Religione, per non perdere di fare qualche bene al prossimo, congregò in Roma più giovani e lesse loro la santa teologia. E siccome io senti dire, circa undici volte aveva letto Scoto. E leggeva con tanta facilità che pareva che lo avesse tutto a mente. E siccome io gli senti dire: « chi intende bene Scoto sa qualche cosa>> (III, r85). Vedendo i nostri Padri il buon zelo e la santa vita di Bartolo– meo da Lucignano, lo fecero lettore nella provincia di Milano, ove leggeva con tanta semplicità e buon esempio, che era a tutti gli studenti ottima guida (III, r69). Piacque al Signore Iddio che Cherubino da Spoleto fece profes– sione. Il venerabile Padre Fra Francesco da Iesi, conoscendo quel figliolo di cosi bella creanza, prudente e bel ingegno, se lo tirò a sè. In breve tempo talmente gli attese, che lo istrusse benissimo nelle scienze e nella sacra teologia. E perchè era questo venerabile Padre tanto profondo nella sacra teologia, che pochi simili aveva in tutta la Religione, comunicò al giovane in un modo mirabile Ja sacra teologia, che serviva al giovane ad un medesimo tempo per diven– tar dotto e se ne serviva alla santa orazione, dandogli le cose tutte smaltite. Laonde tanto s'infiammò dell'amor di Dio, che sempre se ne stava con la mente trasformato nel Signore (III, 4or).
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