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ARALDI DEL VANGELO I Frati Cappuccini erano consapevoli d'avere una missione da compiere nella società del loro tempo. Dàlle selvagge e oranti solitu– dini ritornavano nel mondo con l'ansia della conquista spirituale. Non tutti erano sommità nella scienza ; ma tutti erano bracieri d'a– more. Anche allora, come oggi, gli uomini avevano più bisogno di cuori che sapessero amare che d'intelligenze che sapessero discorrere. Una fiammata d'amore più che uno squarcio di scienza salverà il mondo. Da autentici crociati « andavano con un crocifisso in mano ii, e la loro opera evangelizzatrice non conosceva limiti nè di luoghi nè di persone. Dovunque e a tutti annunziavano « i vizi e le virtù, la pena e la gloria )) ; nelle città e nei villaggi, dai pulpiti e sulle piazze ; agli uomini della strada e della scienza, al povero, al ricco, ai pre– lati, ai dignatari. Il messaggio di questi araldi del Vangelo era universale come la dottrina del loro divino Maestro. La nobilissima missione del predicare esige anzittutto la santità di vita del predicatore. Dal!' amor di Cristo sgorga il dinamismo fe– condo delle anime apostoliche. E nel fervore della preghiera e nel raccoglimento della meditazione si formano gli apostoli che spandono con frutto la luce evangelica nel mondo. Educati a questa scuola, i Cappuccini sentivano il bisogno di lavorare per la gloria di Dio e la riforma dei costumi cristiani; lo zelo per la salvezza delle anime non era patrimonio esclusivo dei dotti. Anche i semplici sacerdoti ed i fratelli laici avevano ricchezze spirituali da comunicare alle anime, e lo facevano con quella umile schiettezza che persuade e conquide. Non soltanto gli indotti e illetterati, ma anche i predicatori dotti
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