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176 LA BELLA E~SANTA RIFORMA per venire grande. E così diventa reprobo, senza merito nessuno appres.so a Dio. Questo fu quel lume che 'Dio mi diede nel principio del mio noviziato : che se io volevo fuggire ogni male, abbracciassi con ogni grado di perfezione la santa umiltà, senza lasciarla mai, e in questo modo sarei liberato. Piaccia a Gesù Cristo, che m'ispirò, di darmi grazia di perseverare e morire con essa umiltà» (III, 360). SEMPRE NON SI DEVE TACERE E da quello in poi, non ebbero gli avversari più ardire di par– lare più di questo. Ma presero un'altra strada; imperocchè non cessavano con le lingue pestifere, d'infamarci in ogni lato. Per la qual cosa il venerabile Padre Fra Bernardino d'Asti, nostro Generale, quantunque per natura sua fosse umilissimo, non potè nondimeno più l'umile Padre sopportare con silenzio le tante ingiurie che da questi tali pativa la povera Congregazione. Laonde pigliò un giorno questo buon Padre in sua compagnia il venerabile Padre F. Francesco Titelmano e il Padre F. France– sco da lesi, e conferì con essi loro di voler invitarli (gli avversari) alla disputa e cavarsi una volta la maschera. La qual cosa non poco piacque a quei Reverendi Padri, offerendosi anche loro di andare col Padre Generale e mostrarsi valorosi con l'aiuto di Dio, in questa impresa. E cosi insieme se ne andarono a ritrovare il Card. Campegi, e gli dissero : « Monsignore, sapendo noi essere Lei amatrice e fau– trice di questi Padri a noi contrari, e quanto Ella li ami ; però siamo venuti a Quella a dispiegargli il nostro animo e pregarLa a favorirci solamente in questo : che Quella voglia per cortesia e per l'amore anco di Lei che porta a quei Padri, far sapere loro e manifestare quanto abbiamo nell'animo nostro di risolutamente eseguire. Insino ad ora noi ci siamo stati cheti, come umili agnelli, ma poichè noi vediamo che per acchetare i nostri avversari non vale la nostra umiltà, nè ci bastano le ragioni che noi abbiamo, r:è è di valore alcuno la sentenza che hanno ricevuta contro, a fermar loro la lingua, che pur seguono a morderci, a lacerarne, a volerne levare la vita ; però ci siamo risoluti a diventar leoni
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