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DIO TI SALVI SANTA UMILTÀ I75 Religione e fare ogni male e come molti altri dannarmi! Sappi, fratello mio caro, che se Iddio ci levasse la mano di capo, non è nessuno che non cascasse in ogni enorme vizio. Non vi meravi– gliate quando che un vostro fratello commette qualche difetto; ma ammiratevi quando [lo] vedete camminare rettamente e man– tenersi nello stato di perfezione ; perchè il peccare è proprio della natura corrotta, ma il fare bene è dono dello Spirito Santo. E però quando noi pecchiamo, pecchiamo come uomini.; ma quando facciamo bene, noi lo facciamo come servi di Dio, da esso Dio per grazia purgati, rinnovati e stabiliti nel bene operare. E questo è uno dei maggiori miracoli che faccia Iddio, che un uomo il quale è tutto peccato, per grazia dello Spirito Santo, diventi come un Angelo di 'Dio e viva in questo mondo col corpo come se non l'avesse, vestito di ogni virtù. Questa è una mutazione che non la può fare altri che lo Spirito Santo. Io mi ricordo, stando al secolo, cli aver visto uno tanto scele– rato, che se non faceva più peccàti era per stracchezza (tanto era abituato nel male), in un baleno convertirsi e diventare un uomo santo. Che pensate voi che lo convertisse? Voi mi risponderete che fu qualche predicatore e qualcuno che con buoni ammaestra– menti lo rivoltò dal male al bene; Voi vi ingannate. Non dico che queste cose non ci siano buone; ma se Iddio non gli tocca i1 cuore, vane sono tutte le parole. Sappiate che io sono quel peccatoraccio, e so come il Signore mi parlò nel cuore e come quasi per forza mi ha tirato in questa santa Religione. E non conosco che ci sia virtù nessuna nel mondo più efficace per dare un vero possesso di noi medesimi a Dio, quanto che la santa umiltà. 'Questa ci conduce nel più alto co– noscimento cli Dio che avere si possa in questo mondo. E quando tu vedi un giovane che nel noviziato si porta come un Angelo e in poco tempo si allarga, non ne dare la colpa se non al manca– mento dell'umiltà. Comincia poco a poco a considerare le dignità della Religione; e talmente si invaghisce che, per poter averle, mette da banda la santa orazione e si dà agli studi con quel desi– derio di venir meno. E a poco a poco dal nemico accecato, del tutto si scorda dell'umiltà e gliene nasce che non più a Dio serve ma a se stesso; perchè tutte le opere che fa le ordina a quel fine·

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