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NEL CENACOLO DELL'AMORE 169 tutti del luogo e gridavai:io una volta ad alta voce, e quelli rispon– devano e andavano incontro a loro con grande allegrezza, e tutti lacrimando per allegrezza, si abbracciavano e baciavano e tanto gaudio generava nel cuore di quei servi di Dio la venuta di quei loro fratelli, che per tre giorni non si potevano saziar di far loro ogni carità possibile. E mai si ragionava da loro che della Congre-. gazione, riferendo come Dio la prosperava. E insieme si accende– vano di un incredibile fervore di voler perfettamente osservare la Regola e di patir volentieri per amore di Cristo ogni male (IV, 153). IL DOLORE DELLA PARTENZA E tanto era il grande amore che portavano l'uno all'altro, che il maggior dolore che potessero avere in questo mondo, era di vedersi separati l'uno dall'altro (II, 209). Si amavano tanto teneramente che mai s1 sarebbero voluti separare l'uno dall'altro (IV, 39). E quando i frati si partivano dal luogo, i loro fratelli li accom– pagnavano un pezzo innanzi, e pareva che se li partissero le vi– scere del cuore (IV, 153, r86). PIANTO DEI FIGLI PRODIGHI Quando occorreva che per tentazione del nemico, alcuno di loro si partisse dalla Congregazione, tutti si riempivano di amari– tudine e per parecchi giorni continui facevano orazione per lui, il quale mai si poteva quietare insino che non ritornava. E confes– sava ingenuamente che ogni volta che si ricordava della grata accoglienza e amorevole conversazione che aveva avuto con i suoi fratelli, non si poteva contenere di non piangere ; e :finalmente quella amorevolezza gli sforzava di ritornare (IV, 39, 153). Dicevano: << Ogni qual volta che io pensavo a questa amore– volezza e che io mi ero partito da fratelli tanto amorevoli, tutto mi risolvevo in lagrime ; e quantunque io stessi bene corpora!-

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