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r54 LA BELLA E SANTA RIFORMA quando che le sono fatte per suo amore. In questo io mi sono affaticato di sbrigarmi dall'amor proprio, il quale infetta tutte le opere buone. Chi mai può liberarsi nelle opere buone dalla vana– gloria ? Se Dio nostro Signore non indirizzasse il nostro cuore, tutte le opere nostre da noi e non da lui sarebbero fatte. E se le vengono da noi e non ci sia il concorso della divina grazia, tutte puzzano nel cospetto di Dio. Tutto il fatto nostro consiste in questo: che noi siamo purgati dal veleno delle proprie passioni, e allora tutte le opere nostre, per piccole che le siano, saranno grate a sua Maestà. Bisogna ancora esteriormente prepararsi. Tùtte quelle cose che noi teniamo in uso nostro particolare, senza vera necessità, c'impedi.scono che non possiamo essere chiamati veri osservatori della nostra Regola ; ci ritardano lo spirito e ci obbligano alle pene del purgatorio>> (III, 253). LA PROPRIA VOLONTA' «Non si trova - diceva Pietro Portoghese - il maggior de– monio per noi che la nostra propria volontà» (III, 302). Buono fu, dunque, il fondamento del servo di Dio Felice, fondandosi nella mortificazione della carne e in vera umiltà, e quello che importa più, nella perfetta mortificazione della pro– pria volontà, in saper tener il fervor dello spirito suo quieto in tante occupazioni e cosi rassegnato nel voler di Dio a lui mostrato per l'obbedienza santa, che l'aveva posto a tal offizio di cerca– tore. Nè mai cercò per spazio di tanto tempo, nè direttamente nè indirettamente, esserne rimosso ; ma pigliandolo per indubi– tata fede che cosi fosse la volontà di Dio, pacificamente sopportò ogni incomodo corporale e spirituale, sperando in Dio che così bene lo avrebbe potuto conservare in tante fatiche e distrazioni, come in un bosco che non vi si vede creatura. E questo lo fece grande e lo guardò da ogni male, perchè la mortificazione della propria volontà è fandamento della perfezione, siccome all'incon– tro retenendo pur una dramma della propria volontà è impos– sibile esser in una vera perfezione, quantunque possa esser in grazia di Dio (III, 470).
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