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ed egli è sempre pronto e lieto, qualunque sia il tempo o la sua condi– zione di salute. « Era cosa stupenda - narra padre Alessandro da Buttigliera - vedere e udire come padre Ignazio sapesse consolare quei poverelli ». Or seduto, or in piedi presso il loro letto, li lascia sfogare nel rac– conto dei loro malanni; ascolta con pazienza e interesse, come un me– dico che voglia cavarne la diagnosi; poi comincia a parlare lui: ridesta la fede talora assopita nell'infermo, lo rianima alla speranza, esige da lui qualche preghiera, poi, dinanzi a tutta la famiglia che sta in attesa, imparte la benedizione. È talmente viva la fiducia nelle preghiere del Cappuccino che sotto la sua mano benedicente si avvertono spesso improvvise guarigioni o sensibili miglioramenti. Il numero dei prodigi che si narravano e la serietà delle persone che li garantivano davano una certezza, di cui nessuno ormai dubitava. Forse il popolino nella sua fiducia non sapeva sospettare una cosa sola: che quei favori venissero pagati dal Padre assai più caramente che non fosse la semplice benedizione rituale! La carità di questo pio samari– tano lo spingeva a dare ben oltre di quello che i malati pensassero di chiedere. Abbiamo visto come avesse saputo strappare al cielo la guari– gione insperata del signor Communeau (p. 119). Gli occhi del padre Ignazio, sempre malaticci, gli ricordavano, se ce ne fosse stato bisogno, che per guarire gli altri non era sempre suffi– ciente pregare, ma occorreva spesso espiare. Dopo gli occhi offerti al missionario gli pareva più facile sacrificare anche il naso. Ebbe quest'idea l'anno 1769, quando un giorno si pre– sentò a lui una povera mamma di famiglia disfatta dal dolore. Era ancora giovane e la cancrena le aveva già corroso il naso, rendendole difficile accudire alla famiglia. La poverina pregava, sì, d'una semplice benedizione, ma lui sentiva che certe croci non si annullano con un segno di croce, e che qualcuno deve prendersele sulle spalle. Va dal padre Guardiano e chiede la licenza di disporre del suo corpo per por– tare quella croce: « La povera madre è così giovane e con famiglia a suo caricoj io sono solo e ormai cadente. La cancrena in me sarà meno dolorosa, anzi un ottimo passaporto per l'eternità! ». Il superiore abituato a concedergli tante licenze penitenziali, inorri– disce a tale idea, e ricorda bene le conseguenze della storia degli occhi; 214
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