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ziali del suo Istituto, perché ne aveva capito la preziosa funzione: sono colpi di acciarino che fanno sprizzare dalla selce la fiamma dell'amore. L'esempio del Crocifisso, che mai si allontanava dai suoi occhi, e il bisogno di imitazione del modello divino - altra esigenza dell'a– more - bastavano per questo discepolo di san Francesco a far conce– pire la penitenza come suo specifico dovere di stato: « Chi non vuol soffrire volentieri) non deve farsi cappuccino », era una sua massima". Possiamo aggiungere altri due motivi che lo incitavano alla peni– tenza come due pungoli in:6.tti nei fianchi: « Tutto ciò che mangiamo dobbiamo pagarlo ». Inoltre alla penitenza, moneta d'oro per comprare i favori del cielo, egli si sentiva in dovere di ricorrere per convalidare le preghiere e le benedizioni di cui era continuamente richiesto. Cuore sensibilissimo alle necessità dei poveri e dei sofferenti, padre Ignazio voleva largheggiare almeno in quei doni che, nella sua estrema povertà, aveva diritto di fare. Non si limitava quindi a soddisfare alle promesse-debiti con la recita d'una formula spiccia e niente costosa. Se le sue preghiere e benedizioni, come vedremo, erano efficacissime, si è perché l'umile strumento umano sapeva strappare al cielo i favori pagandone caro lo scotto, con la valuta pregiata del sacrificio. Circa il genere di penitenze, vale anche qui l'affermazione di un teste: « Il suo tenor di vita non aveva all'esterno nulla di singolare ». Il suo proposito era di camminare semplicemente nel solco della Regola, Costituzioni e Costumanze della sua Provincia; senonché sua caratteri– stica singolare, che non cessava di meravigliare ed edificare, fu sempre la inflessibile volontà di attenersi a queste norme totalitariamente, senz'allentamenti, senza stanchezza, come anche senza concessioni, sia pur legittime, ai suoi acciacchi o alla sua età. I confratelli lo vedevano, già ottantenne, camminare in ogni sta– gione a piedi scalzi, indugiate, nell'inverno, per ore ed ore in confessio– nale o in ginocchio sul gelido pavimento, senza ricorrere allo scaldatoio, senza mostrare disagio, benché dicesseto qualcosa i suoi calcagni spac– cati dal freddo o grondanti sangue. Notavano il buon vecchio che, nelle calure estive, quando da Torino ritornava sfiancato e madido al suo convento, non si permet– teva un sorso d'acqua fuori pasto. Notavano che in coro per la pre- 171

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