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PROBLEMAS MISIO'.\IALES 249 Il. L.l\. ATTUAZIONE. La Chiesa nelle sue prescrizioni non si opponc all' arte indigena. Basta che sia onesta, decorosa, conforme alla santitá d'ella casa del Signare. Gli arredi sacri, il vestiario, le decorazioni dci tempi. le solennitá, le pro– cessioni possono essere ornate, ricche, pi'ene di finezza. di buon gusto artis– tico, secando le consutudini del paese; purche niente sia contrario alle lra– dizioni ed alle leggi della Chit?sa. Perche non servirsi nei lavori di decorazione, cli oreficcria, di cerami– rn, ecc. delle produzioni dell'India, della Cina, del Giappon•e? Molti tra i la– vori indigeni si potrebbero utilizzare con decoro nel culto cattolico. Bellissi– mi spunti potrebbero suggerirli l' arte peruviana, la civilta maya, i tessuti del Delta Ornoco, il centro dell'Africa e le isole dell'Oceania. A proposito dei negri dell'Africa, scrive Delafoss'e: "Vi é un campo nel quale i negri sono maestri: cioc quello dell' arte industriale. rappresentata dai lavori in terra cotta, in legno, in ferro, in rame, in oro, in cuoio, in t'essuti. Vasellame ornato e verniciato, di tutte le forme e per tutti gli usi, •~ucchiai finemente scolpiti, martelli da sonagli, bastoni di comando,· seggiol•e basse od 1 elevate, di cuí ciascuna e un capolaboro dí pazienza e dí elegante !avora– zione, pagaie armoniosamente sottili, coltelli diritti e curvi a manico di l'egno incrostato di metalla, armi da getto dalle molteplici lame graziosamente con– tornate, scudi da guerra e da parata, piccoli oggetti in rame, foso o sbalzato, gioi 1 elli d' oro in filigrana o fusi, anelli e braccialetti traforati, cuscini, selle, stivali e guaine in cuioio flessibile variamente sfumato, curiose scatole in pelle d'orice, vassoi e stuoie in vimini colorati, tessuti di cotone, di lana o di ra– fiia (palma), che sono del tappeti dai motivi sobri e svariati e dai colori di un gusto ben definito, ricami in cotone o in seta <li una ricchezza :;ingolare e di un bel disegno; tutto ció comincia a diventarci famíliare grazie alle colle– zioni riunite nei mus'ei e in occasione di esposizioni. Piú di uno dei nostri industriali si e spirato a questi oggettí per realizz,1re in Europa dd tipi nuovi molto apprezzati dal pubblico. Nella stessa Afríca vi sono dei missionari che sviluppano queste industrie artistiche in mezzo agli indigeni, i quali trovano poi n·dl 'csportazione di qucsti prodotti della loro íngegnositá, risorse di guadagni inaspettati" (9). Peri convinversi di questa verita basta fare una visita al Musco Missio– nario Lateranense e osservar•e la varietá e la novitá di tanti O[Jgelti artistic:i delle piú svariate regioni del mondo missionario. II sen:irse del!' arte indíg'ena, sia neglí usi sacrí che profani, on e recente, losi trova in tutti i tempi della Chiesa. Tra i tantí casi che potrei citare, ne riporto solamente alcuni poco conos– ciuti della terra di Castiglia e di León. Nel monastero reale di Las Huelgas di Burgos fino a poco tempo fa (1808) si usó per tabernacolo una cassa d' oro, in cuí Ivlaomet in N asur aveva ri– posto il Corano. II prezioso oggetto, assieme alla tenda da campo fu preda degli spagnoli nella battaglia della Navas de Tolosa. (!l) Cf. DELAros,-,E, Les Seures, París, a¡md CusT.\:XTD,I, J:arlc cristiana nci z¡aesi di Jlissione, púgs. 115-lHi.
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